{"id":133,"date":"2016-04-30T18:41:43","date_gmt":"2016-04-30T22:41:43","guid":{"rendered":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/?p=133"},"modified":"2017-04-09T14:16:04","modified_gmt":"2017-04-09T18:16:04","slug":"suid012","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/?p=133","title":{"rendered":"Vernon Lee, &#8220;L&#8217;Arcadia&#8221; (<i>Il Settecento in Italia<\/i>)"},"content":{"rendered":"<div id=\"aei-root\" lang=\"en-GB\"><!-- suid=12 --><\/p>\n<dl id=\"aei-dl-meta\">\n<dt>Performer Name:<\/dt>\n<dd> Corilla<\/dd>\n<dt>Performance Venue:<\/dt>\n<dd>&nbsp;<\/dd>\n<dt>Performance Date:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\">&nbsp;<\/dd>\n<dt>Author:<\/dt>\n<dd> Lee, Vernon<\/dd>\n<dt>Date Written:<\/dt>\n<dd>&nbsp;<\/dd>\n<dt>Language:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\"> Italian<\/dd>\n<dt>Publication Title:<\/dt>\n<dd> Il Settecento in Italia: letteratura, teatro, musica<\/dd>\n<dt>Article Title:<\/dt>\n<dd> L&#8217;Arcadia<\/dd>\n<dt>Page Numbers:<\/dt>\n<dd>1:14-307<\/dd>\n<dt>Additional Info:<\/dt>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<dd class=\"aei-half-line-below\"><\/dd>\n<dt>Publisher:<\/dt>\n<dd> Dumolard<\/dd>\n<dt>Place of Publication:<\/dt>\n<dd> Milan<\/dd>\n<dt>Date Published:<\/dt>\n<dd> 1881<\/dd>\n<\/dl>\n<p class=\"aei-one-line-down\"><strong>Text:<\/strong><\/p>\n<blockquote id=\"aei-blockquote\"  lang=\"it\">\n<p>Il risorgimento d&apos;Arcadia fu segnalato nel 1775 da un evento che oscur\u00f2 non poco la gloria dell&apos;Accademia e che la coperse di ridicolo. Se non i talenti, la riputazione di Perfetti era condivisa da una donna che divent\u00f2 famosa sotto l&apos;arcade nome di Corilla Olimpica. Maria Maddalena Morelli era nata a Pistola verso la met\u00e0 del secolo; gli anni suoi primi dono avvolti nell&apos;oscurit\u00e0, s\u00ec che dal lirismo entusiastico de&apos; suoi ammiratori alla vile scurrilit\u00e0 di chi la dileggi\u00f2, \u00e8 impossibil trarre s&apos;ella fosse stata un campione di virt\u00f9 o precisamente l&apos;opposto. Maritossi ad un gentiluomo spagnolo per nome Fernandez, il quale in un coi figli [sic], i nemici accusaron lei, fra l&apos;altre malvagit\u00e0, di avere infamemente abbandonati. Ma o che le iniquit\u00e0 sue non fosser provate, o che si mettessero in silenzio, in considerazione degli stupendi talenti di lei, noi la troviamo ovunque ricevuta, onorata, corteggiata nel modo pi\u00f9 solenne, malgrado un sinistro ronz\u00edo di sprezzo da parte dei meno cortesi o dei pi\u00f9 scrupolosi letterati. Ella ebbe parecchi inviti da Giuseppe II, dalla Repubblica di Venezia, dal Senato Bolognese. Clemente XIV, uomo austero pe&apos; suoi tempi, le concesse nel modo pi\u00f9 lusinghiero la facolt\u00e0 di leggere libri proibiti dall&apos;Inquisizione; tutti i pi\u00f9 distinti stranieri, Orloff, il capo corso Paoli, il duca di Dorset, le prodigarono onoranze. I suoi ricevimenti erano affollati della societ\u00e0 la pi\u00f9 brillante, poich\u00e9 oltre ai talenti suoi poetici era bella, bench\u00e9 losca, amabile, garbata. Sapeva anche di musica, e quando il dottor Burney and\u00f2 in casa di lei a Firenze (1) la ud\u00ec suonare il violino; fu graziosa in particolar modo a Mozart fanciullo, sul quale si compiacque scrivere un sonetto. Nel 1775 fu invitata a Roma dagli Arcadi compagni, e vi dest\u00f2 tale entusiasmo che il Senatore inviolle spontaneo il diploma di cittadinanza, e l&apos;abate Gioachimo Pizzi, Custode Generale d&apos;Arcadia, la incoron\u00f2 in un&apos;adunanza privata dell&apos;Accademia. A questo primo divampare di ammirazione devesi anche un bel busto di Corilla, che uno scultore inglese, Cristoforo Hewetson, don\u00f2 agli Arcadi, che il serbano ancora. Se vogliam da questo giudicare e da un ritratto di lei annerito, dove \u00e8 figurata in veste di broccato bruno cosparso di fiori, Corilla Olimpica dev&apos;essere stata allora vigorosa donna di trentacinque anni, bella, briosa intelligente, e al tempo stesso pesante e non fina di fattezze; era losca di un occhio, il quale dicevasi conquistasse immediatamente ognuno su cui ella posasse lo sguardo nell&apos;ardore dell&apos;improvvisare, e se dobbiam credere al pettegolezzo contemporaneo, Corilla si valeva non di rado di questa facolt\u00e0. \u00c8 fatto per\u00f2 ch&apos;ella fece girar la testa a molti in Roma destando in essi una qualsiasi pazzia, amore, ambizione avarizia, che servisse poi agli scopi suoi. Il giovin principe Gonzaga Castiglione (il principe Castelforte di questo originale quasi realistico di Corinna), un certo monsignor Mazzei, e pi\u00f9 ch&apos;altri il Custode Generale d&apos;Arcaida Pizzi, mossero cielo e terra, pregarono, promisero, minacciarono, finch\u00e9 il papa acconsent\u00ec a concedere a Corilla la corona ch&apos;era stata portata da Perfetti. Ma non eran pi\u00f9 i tempi del regno solenne di Crescimbeni; il Custode Generale d&apos;Arcadia non era pi\u00f9 onnipotente sulle menti degli uomini, il papa non era infallibile nelle sue decisioni, non era pi\u00f9 un poeta inspirato <i>l&apos;improvvisatore<\/i>, alle cose pi\u00f9 non si guardava coll&apos;occhio grave e nello stile spassionato del 1725; l&apos;incoronazione s&apos;ebbe qual farsa o profanazione, gli arcadi quai pedanti e vanitosi, Corilla stessa un&apos;impudente avventuriera, e, quel ch&apos;\u00e8 pi\u00f9, i romani sentironsi oltraggiati nei sentimenti, da questo impiego arbitrario e indegno di quanto pensavano esser nazionale ricompensa. I dubitevoli antecedenti di Corilla, la professione di lei teatrale, l&apos;esagerazione, le tresche de&apos; suoi partigiani, destarono lo sprezzo e lo sdegno pubblico; il facil motteggio del popolo romano eruppe in modi anche scurrili, e Pasquino, l&apos;indomito difensore di un popolo oppresso ma non disanimato, annunci\u00f2 che <\/p>\n<p class=\"aei-setoff1\"><i>Ordina e vuole Monsignor Mazzei<br \/>\nChe sia la Corilla cinta dell&apos;alloro,<br \/>\nE che non le si tirin buccie n\u00e9 pomidoro<br \/>\nSotto multa di bajocchi sei.<\/i><\/p>\n<p>Altri epigrammi testificano che questa incoronazione, al par di quella di Baraballo, s&apos;ebbe per una burla:<\/p>\n<p><i><\/p>\n<p class=\"aei-setoff1\">Venez-y, riez-en; et puis vous pourriez dire<br \/>\nQue tout cela n&apos;a \u00e9t\u00e9 fait que pour rire.<\/i><\/p>\n<p>Pizzi e gli altri partigiani di Corilla sgominati, a quanto pare, da queste pasquinate e temendo forse che, non ostante la multa dei sei bajocchi avessero a correre il rischio di qualche scena spiacevole di giorno, decisero che la cerimonia dell&apos;incoronazione si farebbe a mezzanotte; precauzione per altro che non riusc\u00ec in tutto, poich\u00e9, mentre Corilla s&apos;avanzava a ricever la corona in Campidoglio, un pretino si fece strada fra gli astanti e le present\u00f2 una carta; visto che c&apos;era del latino, la poetessa la pass\u00f2 al principe Gonzaga, il quale, pensando contenesse versi di complimento, lesse ad alata voce, accorgendosi poi, troppo tardi, ch&apos;era un contesto di infami insulti. S&apos;acceler\u00f2 in fretta e in furia la cerimonia dell&apos;incoronazione fra le acclamazioni degli entusiasti di Corilla e i partigiani di lei, fin contro il papa connivente, affisse per ogni canto di via, distribuite per ogni casa; s&apos;accusava l&apos;abate Pizzi di cabala per introdurre Corilla in un&apos;adunanza dell&apos;Arcadia con una corona che si voleva far passare per la corona del Campidoglio, di essere stato a ci\u00f2 indotto dai donativi del principe Gonzaga, dal suo personale desiderio di fare per Corilla quel che Crescimbeni aveva fatto per Perfetti; svilita l&apos;inconorazione quale illegale, volersi una punizione per chi l&apos;aveva perpetrata. Il povero Pizzi, disperato, scrisse una lettera solenne al papa, il quale parve ratificasse il procedimento. Ma la maldicenza non tacque, n\u00e9 la satira; pubblicossi un lungo poema, non mal fatto, ma ella massima irriverenza, nel quale Corilla, sull&apos;aria del <i>Dies irae<\/i>, lamentava il suo fato avverso, malediva a tutti gli inventori di corone capitoline, e invocava in ispecial modo la celeste vendetta sul malaugurato abate Pizzi:<\/p>\n<p><i><\/p>\n<p class=\"aei-setoff1\">Pizzi iniquo, maledetto,<br \/>\nTua merc\u00e8 gi\u00e0 m&apos;affretto<br \/>\nAl ferale cataletto.<br \/>\nAh crudele! Ah scellerato!<br \/>\nM&apos;ha ridotta in questo stato<br \/>\nD&apos;avarizia il tuo peccato.<br \/>\nTu sol fosti che inventasti<br \/>\nNobilt\u00e0, corone e fasti,<br \/>\nTu che mi scarificasti.<br \/>\nI miei vizii, i miei difetti,<br \/>\nDi canzoni e di sonetti<br \/>\nOggi sono i soli oggetti.<\/i><\/p>\n<p>Molta ammirazione, molta adulazione dest\u00f2 la Corilla. La Sta\u00ebl, che vedeva ogni cosa attraverso il suo carattere che tutto abbelliva e nobilitava, ne ud\u00ec parlare negli ultimi anni, s&apos;ingann\u00f2 del tutto sul talento, la posizione, il trionfo di colei, l&apos;ebbe sibilla raggiante, il genio personificato d&apos;Italia e scrisse la sua <i>Corinne<\/i>. Questa misera Corilla Olimpica, abusata, pasquineggiata, diede origine, lei inconscia, ad un capolavoro, ma i romani che si ricordavano tuttora della scena in Campidoglio nel 1775, devono aver sorriso con malizia quando lessero il magnifico racconto dell&apos;inconorazione di Corinna.      <\/p>\n<p>(1) Questa casa coll&apos;iscrizione monumentale ma poco intelligibile del general Miolli: &quot;Qui visse Corilla in secolo XVIII,&quot; sta sul canto di via della Forca, via che mena verso S. Lorenzo e via Cerretani. \u00c8 interessante anche a motivo di Mozart che spesso vi fu ospite<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"aei-one-line-down\"><strong>Notes:<\/strong><\/p>\n<div id=\"aei-blocktext\">\n<\/p><\/div>\n<dl id=\"aei-dl-meta-unimportant\">\n<dt>Collected by:<\/dt>\n<dd> FB<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>This is a brief history, written almost a century after the event, of Corilla Olimpica (Maria Maddalena Morelli) and how she became poet laureate in Italy after numerous controversies and a secretive ceremony.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27,134],"tags":[67],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/133"}],"collection":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=133"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/133\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3598,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/133\/revisions\/3598"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=133"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=133"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=133"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}