{"id":135,"date":"2016-04-30T18:42:26","date_gmt":"2016-04-30T22:42:26","guid":{"rendered":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/?p=135"},"modified":"2017-04-09T14:10:59","modified_gmt":"2017-04-09T18:10:59","slug":"suid013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/?p=135","title":{"rendered":"&#8220;I Poeti improvvisatori&#8221; (<i>L&#8217;Ape Italiana<\/i>)"},"content":{"rendered":"<div id=\"aei-root\" lang=\"en-GB\"><!-- suid=13 --><\/p>\n<dl id=\"aei-dl-meta\">\n<dt>Performer Name:<\/dt>\n<dd>&nbsp;<\/dd>\n<dt>Performance Venue:<\/dt>\n<dd>&nbsp;<\/dd>\n<dt>Performance Date:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\">&nbsp;<\/dd>\n<dt>Author:<\/dt>\n<dd>&nbsp;<\/dd>\n<dt>Date Written:<\/dt>\n<dd> 1818<\/dd>\n<dt>Language:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\"> Italian<\/dd>\n<dt>Publication Title:<\/dt>\n<dd> L&#8217;Ape Italiana<\/dd>\n<dt>Article Title:<\/dt>\n<dd> I Poeti improvvisatori<\/dd>\n<dt>Page Numbers:<\/dt>\n<dd>162-166<\/dd>\n<dt>Additional Info:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\">No. 2<\/dd>\n<dt>Publisher:<\/dt>\n<dd>&nbsp;<\/dd>\n<dt>Place of Publication:<\/dt>\n<dd> Milan<\/dd>\n<dt>Date Published:<\/dt>\n<dd> 1818<\/dd>\n<\/dl>\n<p class=\"aei-one-line-down\"><strong>Text:<\/strong><\/p>\n<blockquote id=\"aei-blockquote\"  lang=\"it\">\n<p>Gi\u00e0 da lungo tempo io andava riflettendo alla maravigliosa abbondanza di <i>Poeti improvvisatori<\/i> che l&apos;Italia suol produrre; ma poi, con molti d&apos;essi famigliarmente trattando e fra le tazze frequentemente trovando la nuda verit\u00e0, credo di poter asserire che la natura non ne \u00e8 stata tanto feconda quanto taluni credono, siccome non \u00e8 mai stata sommamente feconda di uomini eccellenti in ogni altra letteraria facolt\u00e0. Ammetter\u00f2 di buon grado, pell&apos;onore dell&apos;Italia, che essa abbia sulle altre nazioni il singolare privilegio di produrre di questi poeti, i quali <i>invasi da un Nume<\/i> sanno all&apos;improvviso, al comando di chi paga, afferrare il pugnale di Melpomene, imboccare la tromba d&apos;Omero, pizzicare l&apos;arpa Davidica, e nel giro di poche ore, i fisici fenomeni, l&apos;ira d&apos;Achille, le vicende degli Atridi, la Ninfa della selva, il mare irato e la dottrina degli astronomi, narrano, e descrivono in qualunque metro abbia lo spettatore voluto; e maestrevolmente e poeticamente nel tempo medesimo, favellano di tutte quelle dottrine, lo studio d&apos;una sola delle quali esige fatica molta e sperienza lunga da tutti coloro che il cielo non si degn\u00f2 di creare improvvisatori. L&apos;Italia quasi tutta confessa d&apos;aver posseduto e di possedere ancora non pochi di questi ingegni portentosi e se ne compiace; \u00e8 le straniere nazioni non la contrastano appieno cotesto vanto; la mia debole mente non pu\u00f2 concepire la frequenza di questo prodigio, ma non pretendo che la mia opinione valga a scemare in qualche parte una tale credenza. Posso non di meno asseverare che fra i moltissimi <i>improvvisatori<\/i> ed <i>improvvisatrici<\/i>, che velocemente trascorrono in tutte le direzioni questo nostro paese, e che volano di citt\u00e0 in citt\u00e0, di castella in castella, di casa in casa, provveduti di pietose commendatizie, pochissimi soltatno fra essi hanno veduto la doppia cima del sacro monte. E se in molte classi della societ\u00e0 rinvengonsi de&apos; ciurmatori, tra i vaganti <i>Poeti improvvisatori<\/i> il numero de&apos; giocolieri, \u00e8 grandissimo. E questi sono i pi\u00f9 intrepidi nel gloriarsi, e non di rado sono anche i pi\u00f9 avventurati, e battono alla porta de&apos; grandi, e da niuna ripulsa sgomentati, tanto ostinatamente bussano, che toccano la sola meta alla quale corrono, quella cio\u00e8 d&apos;avere lauta mensa, e doni non meritati.<\/p>\n<p>Ombre onorate degli illustri Poeti che vegliaste e sudaste lungamente prima d&apos;esporre alla luce quelle opere somme che i secoli non hanno potuto seppellire nell&apos;obblio, fremete, gettate quell&apos;alloro di che feste sinora cos\u00ec gran conto, ed arrossite d&apos;aver abbisognato di lungo studio e di ostinate meditazioni, onde acquistare quella fama che l&apos;invidia ha tanto amareggiato, e della quale solamente nella tomba tranquillamente godete. Si sale al tempio della Gloria per due vie: erraste nello scegliere quella ricoperta di spine; i <i>Poeti improvvisatori<\/i> non battono che quella sparsa di rose. <\/p>\n<p>Padre dei poeti, Omero, tu pure traevi dalla poesia lo scarso pane che ti alimentava; ma tu eri veracemente poeta e non vantavi immenso sapere, n\u00e8 ti accingevi a cantare all&apos;improvviso qualunque tema in qualunque metro. I canti tuoi erano sublimi, il tuo stile, aguzzato da Apollo medesimo, incideva posatamente i portentosi tuoi versi, e quanto mendico andavi trascorrendo le vie, cantavi le opere tue, rendevi la Grecia attonita, e reggevi meschinamente i tuoi giorni, ma i canti tuoi erano maturi, studiati, ripuliti, non effimeri frutti di strana arditezza o male celati furti spacciati per opere tue. \u00c8 vero che anche nei tempi tuoi ronzavano intorno agli alverari i vili insetti che divorano il mele delle api laboriose; i Parodi affamati prestavano orecchio attento ai sublimi tuoi canti, li imparavano, andavano ripetendoli di luogo in luogo, e talvolta allorch\u00e8 tu giungevi in qualche terra e annunziavi le opere tue, erano le medesime gi\u00e0 state udite in bocca d&apos;altri, ed era meschino il tuo profitto. Ma la tua fama era intatta, intera era la tua gloria. Non osavano coloro vantarsi autori di ci\u00f2 che non avevano composto. Questa infamia tocc\u00f2 in sorte ad et\u00e0 alla nostra pi\u00f9 vicina, e Petrarca dovette lagnarsi dei <i>Minestrieri<\/i> di Provenza, i quali spacciavansi per autori de&apos; di lui versi, li cantavano e ne ritraevano mercede.<\/p>\n<p>Non dir\u00f2 che ai tempi nostri giunga la sfacciataggine a segno tale che <i>improvvisatori<\/i> si valgano delle opere altrui palesemente ed intieramente: prevalse l&apos;uso di mutilare, capovolgere, impastare squarci di varii autori, onde celare, per quanto \u00e8 possibile, il furto; ma, a malgrado d&apos;ogni cautela, la stampa, rendendo notissimi i buoni autori, non di rado si scopre la frode, ed i corvi rimangono spennacchiati. Coloro per\u00f2, i quali, nemici della fatica e vogliosi di errare or qua or l\u00e0, di null&apos;altro provveduti che di moltissima baldanza, vollero viaggiare col nome di <i>Poeti improvvisatori<\/i>, seppero inventare nuove astuzie, e spesso avvolsero ne&apos; loro lacci avvedutissime persone. Pochissimi sono i Gianni, le Bandettini; pochissimi sono gli Sgricci che in cos\u00ec giovane et\u00e0 abbiano tanta rinomanza. La compassione di qualche amico \u00e8 spesso il solo modo di salute che un <i>improvvisatore<\/i> possiede: e questa compassione appunto perpetua la frode e disonora un&apos;arte di che Italia va tanto fastosa.<\/p>\n<p>Non parler\u00f2 de&apos; <i>Sibilloni<\/i>: chiunque s&apos;\u00e8 alcun poco esercitato nel verseggiare non trova in essi difficolt\u00e0 alcuna. La rima, sia strana, sia regolare, somministra le idee, e questa specie di comporre che rende estatici taluni, non viene da moltli reputata degna d&apos;esame, non essendo che uno scherzo, uno sforzo momentaneo che appena nato \u00e8 gi\u00e0 morto. <\/p>\n<p>Difficilissima cosa \u00e8 quella di verseggiare all&apos;improvviso, ed impiegare una retta distribuzione d&apos;idee, scelta di termini e frasi convenienti al tema. L&apos;arte dell&apos;improvvisare \u00e8 arte difficilissima, che pochissimi soltanto dovrebbero accingersi ad esercitare principalmente in questi tempi, in cui si \u00e8 voluto che salisse sin dove l&apos;origine sua parea le vietasse di salire.<\/p>\n<p>Parmi d&apos;avere tutto il diritto di credere che l&apos;arte di declamare, o cantare, o recitare, e comporre nel momento medesimo versi convenienti all&apos;argomento, coll&apos;obbligo di svolgere nel corso di poche ore una variet\u00e0 di temi, non sia cosa naturale, e che pochissimi possano essere da tanto. Che per\u00f2 non \u00e8 possibile che i troppi i quali viaggiano col pomposo titolo di <i>Poeti estemporanei<\/i> o <i>improvvisatori<\/i>, non siano quasi tutti ciarlatani del Parnaso. Si rispettino i pochi che hanno vero merito; formino essi la delizia delle corti, l&apos;ornametno delle conversazioni, la gloria dell&apos;Italia. Un valoroso <i>improvvisatore<\/i> debb&apos;essere a tutti caro; ma l&apos;astuto intruso nel santuario de&apos; vati, colui che di tutto va debitore alla sua sfacciataggine, ed all&apos;altrui debolezza, sia smascherato, deriso e punito. Saranno allora meno frequenti le stucchevoli visite di costoro alle case de&apos; grandi, e quell&apos;oro che con importunit\u00e0, e con ogni vil modo traggono ad essi di mano, verr\u00e0 a vantaggio dei meritevoli assai meglio impiegato. La lettura d&apos;un canto d&apos;Omero, d&apos;uno squarcio del Dante, d&apos;una canzone del Petrarca, d&apos;un capitolo del Berni, d&apos;un dramma del Metastasio, ec. ec. diletteranno assai pi\u00f9 della stridula voce, de&apos; stiracchiati versi, e delle demoniache contorsioni d&apos;un pseudo-poeta. Al giungere d&apos;uno de&apos; valenti si manifester\u00e0 l&apos;avidit\u00e0 d&apos;udirlo, e pi\u00f9 non avverr\u00e0 che un illustre ingegno, il quale viaggi modesto onde ritrarre il pane dai soli talenti suoi, trovi gi\u00e0 mietuto quel campo dove sperava di fare buona ricolta, perch\u00e8 un ignorante ardito sar\u00e0 giunto prima di lui, avr\u00e0 pregato e scongiurato sinch\u00e8 avr\u00e0 potuto divorare quanto non meritava.<\/p>\n<p>La poesia improvvisa e bella ad un tempo, sar\u00e0 sempre un prodigio, ed i prodigii non sono frequenti, n\u00e8 si deve prestar facile credenza ai ciurmatori. Si usi gran severit\u00e0 coi cattivi improvvisatori, e s&apos;incoraggiscano i buoni.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"aei-one-line-down\"><strong>Notes:<\/strong><\/p>\n<div id=\"aei-blocktext\">\n&nbsp;\n    <\/div>\n<dl id=\"aei-dl-meta-unimportant\">\n<dt>Collected by:<\/dt>\n<dd> FB<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>This is a critique of mediocre Italian improvisors who appropriate the work of established poets and present it to wealthy patrons. The author makes note that, while there are excellent improvisors, most will never demonstrate the talent of Homer.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27,134],"tags":[78,69,70,270,73,269],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/135"}],"collection":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=135"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/135\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3458,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/135\/revisions\/3458"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=135"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=135"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=135"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}