{"id":164,"date":"2016-04-30T18:57:54","date_gmt":"2016-04-30T22:57:54","guid":{"rendered":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/?p=164"},"modified":"2017-04-09T12:36:51","modified_gmt":"2017-04-09T16:36:51","slug":"suid027","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/?p=164","title":{"rendered":"&#8220;Letteratura: Parisina&#8221; (<i>L&#8217;eco<\/i>)"},"content":{"rendered":"<div id=\"aei-root\" lang=\"en-GB\"><!-- suid=27 --><\/p>\n<dl id=\"aei-dl-meta\">\n<dt>Performer Name:<\/dt>\n<dd> Cicconi<\/dd>\n<dt>Performance Venue:<\/dt>\n<dd> Torino, Teatro Carignano<\/dd>\n<dt>Performance Date:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\"> 30 November 1832<\/dd>\n<dt>Author:<\/dt>\n<dd>&nbsp;<\/dd>\n<dt>Date Written:<\/dt>\n<dd> 1833<\/dd>\n<dt>Language:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\"> Italian<\/dd>\n<dt>Publication Title:<\/dt>\n<dd> L&#8217;eco: Giornale di scienze, lettere, arti, mode e teatri<\/dd>\n<dt>Article Title:<\/dt>\n<dd> Letteratura: Parisina<\/dd>\n<dt>Page Numbers:<\/dt>\n<dd> 129-131<\/dd>\n<dt>Additional Info:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\">18 March 1833 (Vol. 6, No. 33)<\/dd>\n<dt>Publisher:<\/dt>\n<dd>&nbsp;<\/dd>\n<dt>Place of Publication:<\/dt>\n<dd> Venice<\/dd>\n<dt>Date Published:<\/dt>\n<dd>1833<\/dd>\n<\/dl>\n<p class=\"aei-one-line-down\"><strong>Text:<\/strong><\/p>\n<blockquote id=\"aei-blockquote\"  lang=\"it\">\n<p>Parisina. <i>Tragedia improvvisata da Luigi Cicconi la sera del 30 novembre 1832 nel teatro Carignano, raccolta e pubblicata da Filippo Delpino, stenografo.&#8211;Torino, presso<\/i> Giuseppe Pomba, 1832.<\/p>\n<p>Leggendo il titolo di questa tragedia il pensiero ricorre facilmente al poemetto di Byron, che diede vita e memoria a un infelice caso d&apos;amore italiano, simile allo spagnuolo di Carlo e Isabella, sepolto prima nella congerie della storia e quasi da tutti ignorato. Ma niuno sar\u00e0 cos\u00ec scortese da richiamare a questo proposito la poesia di Byron o da instituirne un qualunque confronto, per quanto anche il potesse concedere la ragione e la forma diversa de&apos; due componimenti. Chi non fu l&apos;arbitro del suo tema, chi ha dovuto improvvisarlo, non merita di essere, non dir\u00f2 invero giudicato, ma tormentato in questa maniera: gli si debbono anzi contare a merito le fluttuazioni e le pene ch&apos;egli avr\u00e0 provate per combattere le sue reminiscenze, e scusarlo se forse chi lo ha preceduto nella carriera, a mente serena e con tutti gli apparecchi dell&apos;arte, non gli abbia abbagliato o sgomentato l&apos;intelletto. <\/p>\n<p>Questa tragedia \u00e8 veramente improvvisata? Ecco la domanda che tutti sogliono fare, quasi diffidando che l&apos;ingegno possa giugnere a tanto: dimanda che si fece allo Sgricci, che si sarebbe fatta al Carrer se le sue tragedie fossero state raccolte da qualche stenografo, che si fa presentemente al sig. Cicconi, che si far\u00e0 ancora e sempre: almeno fino a tanto che gl&apos;improvvisatori di tragedie non sieno comuni fra noi come i rapsodi fra&apos; Greci, cosa un po&apos; difficile da vedersi. A me pare che la Parisina del sig. Cicconi sia veramente improvvisata cos\u00ec pe&apos; suoi difetti come per le sue altre bellezze. Ora l&apos;abbondanza e il fascio de&apos; pensieri ch&apos;era agevole scegliere e diradare con effetto maggiore, ora la penuria estrema e il bisogno di afferrarsi a un primo concetto; il disegno generale non affatto deliberato, ma perplesso o ritoccato tra via; un mirabile sorgere e brillare d&apos;immagini non prevedute, che la timida meditazione non potrebbe mai suggerire, ma scoppiano nuove e scintillanti dall&apos;aver dato alla mente la necessit\u00e0 e quindi il coraggio d&apos;una subita creazione; il deviare frequente dal soggetto principale e il fermarsi in circostanze accessorie, circostanze che racchiudono in s\u00e8 una certa poesia di convenzione, e all&apos;uditore sorpreso, in cui l&apos;impressione istantanea doma il giudizio, strappano l&apos;applauso, l&apos;uso di diffondersi piuttosto che di concentrarsi; la passione un po&apos; troppo loquace e un po&apos; troppo generica; il poeta che trasparisce spesso dal personaggio che deve rappresentare; il verso sovente d&apos;una invidiabile facilit\u00e0, pi\u00f9 sovente abbandonato, non di rado bene costrutto; lo stile ardente ma a caso, elegante e rapido ma a caso, a caso come le cantilene in qualche opera precipitata dell&apos;unico Rossini, ridondante, negletto, lento talvolta dove pi\u00f9 sarebbe utile il contrario: difetti e bellezze che se dimostrano irrepugnabilmente che la tragedia fu improvvisata, n\u00e8 ripulita molto sulla copia dello stenografo, ne fanno poi, a mio credere, una delle pi\u00f9 singolari e maravigliose prove dell&apos;ingegno umano. Ma questa opinione debb&apos;essere giustificata da qualche esempio.<\/p>\n<p>&quot;&#8230;&quot;<\/p>\n<p>Spero che le osservazioni fatte, nel lungo forse e non di meno affrettato esame della Parisina, avranno lasciato scorgere, che come i difetti sono tutti proprii e inevitabili all&apos;improvvisare cos\u00ec le bellezze fanno fede di una elevata mente poetica, di un&apos;anima franca e capace di sfidare le pi\u00f9 grandi difficolt\u00e0 e di vincere la prova in una operazione intellettuale cos\u00ec istantanea. \u00c8 questa medesima operazione, la quale ognuno deve avvertire che assista alle sue tragedie, che se da principio sorprende e diletta, nel processo poi, e soverchio prolungata, fa pi\u00f9 lento il respiro, mette un certo affanno, uno smarrimento qual si proverebbe a un dipresso al vedere uno che sospeso per una mano pendesse dall&apos;alto sopra un abisso; non ci so altra similitudine. Questo \u00e8 veramente il pi\u00f9 grande argomento della sua facolt\u00e0 d&apos;improvvisare, e va al cuore di tutti quelli che hanno il sentimento e il desiderio delle arti gentili. Perci\u00f2 non si potrebbe mai raccomandargli abbastanza d&apos;ingegnarsi a tenersi pi\u00f9 serrato, e correre pi\u00f9 veloce alla sua meta. E di ci\u00f2 credo che sia persuaso egli stesso, e ne dar\u00e0 segno nella Accademia ch&apos;egli intende di offerire nuovamente a questo pubblico, e dalla quale molti sono gi\u00e0 impazienti di vedere annunziato il giorno.<\/p>\n<p>All&apos;esatto ragguaglio di questo libro resta a dire, che la tragedia \u00e8 preceduta da un breve <i>a chi legge<\/i> dello stenografo che la raccolse. Fra le altre cose in esso si dice, che il sig. Cicconi improvvisatore di tragedie and\u00f2 a Torino <i>a giustificare al cospetto della stenografia l&apos;acquistata fama<\/i>; ma che cosa avrebbe potuto ridire la stenografia se il sig. Cicconi invece della sua Parisina, avesse improvvisato l&apos;Adelchi del Manzoni o il Saulle dell&apos;Alfieri?<\/p>\n<p>Dopo aver lodato un improvvisatore si suole consigliargli di darsi allo scrivere e di abbandonare la sua arte come troppo leggera e fuggitiva. La gloria <i>duratura<\/i> e la posterit\u00e0 sono i perni intorno a cui s&apos;aggirano questi consigli: gloria e posterit\u00e0, certo bei vocaboli e belle illusioni! Ma meritano veramente che un improvvisatore si congedi per essi da tante subite e coraggiose fantasie, ch&apos;egli rinunzi a una facolt\u00e0 cos\u00ec brillante di rapire, di trascinare con s\u00e8 la moltitudine che pende dal suo labbro? La gloria e la posterit\u00e0? E i tormenti d&apos;una lunga meditazione, e i terrori della critica, e la rarit\u00e0 dell&apos;occasione, e le dubbiezze sulla scelta dell&apos;argomento? E poi, se lo scopo non fallisce fin da principio, molti lettori, \u00e8 vero, fra contemporanei, ma pochi nel secolo successivo, i soli letterati nell&apos;altro; e poi quel linguaggio che fece tremare tanti cuori, che parl\u00f2 le passioni pi\u00f9 tenere, pi\u00f9 care all&apos;universale, eccolo in parte diventato ridicolo per vecchiezza, in parte oscuro, e quindi, ch&apos;\u00e8 peggio, sulle liste de&apos; lessicografi e tra l&apos;unghie de&apos; grammatici; e finalmente l&apos;obblio e la polvere delle biblioteche. Oltrecch\u00e8 anche la gloria di un improvvisatore pu\u00f2 durare. Saffo \u00e8 pi\u00f9 celebre per quello che and\u00f2 perduto di lei, che pe&apos; versi che le sono attribuiti. Non sono scorsi cinquant&apos;anni e l&apos;eloquenza di Rousseau accenna forse di decadere: Sheridan e Mirabeau, tanto minori di lui quando scrissero, vivono ancora giovani perch\u00e8 altro non rimase che la memoria della loro parola. Per\u00f2 seguiti il sig. Cicconi a improvvisare; almeno questo \u00e8 il mio consiglio.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"aei-one-line-down\"><strong>Notes:<\/strong><\/p>\n<div id=\"aei-blocktext\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/p><\/div>\n<dl id=\"aei-dl-meta-unimportant\">\n<dt>Collected by:<\/dt>\n<dd> FW<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In this review, the author questions the legitimacy of Cicconi&#8217;s work as improvisation and decides that, in fact, the text, which is transcribed by Filippo Delpino, is an improvisation. After assessing the defects and the good qualities of the tragedy, the reviewer concludes that Cicconi should continue to produce improvised plays, rather than written texts. <\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27,134],"tags":[35,80],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/164"}],"collection":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=164"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/164\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3467,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/164\/revisions\/3467"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=164"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=164"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=164"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}