{"id":170,"date":"2016-04-30T19:00:40","date_gmt":"2016-04-30T23:00:40","guid":{"rendered":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/?p=170"},"modified":"2016-07-24T07:55:50","modified_gmt":"2016-07-24T11:55:50","slug":"suid030","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/?p=170","title":{"rendered":"Melchior Missirini, &#8220;Poesia. Di un improvviso di Luigi Cicconi&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"aei-root\" lang=\"en-GB\">\n<p><!-- suid=30 --><\/p>\n<dl id=\"aei-dl-meta\">\n<dt>Performer Name:<\/dt>\n<dd>Cicconi<\/dd>\n<dt>Performance Venue:<\/dt>\n<dd>\u00a0<\/dd>\n<dt>Performance Date:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\">\u00a0<\/dd>\n<dt>Author:<\/dt>\n<dd>Missirini, Melchior<\/dd>\n<dt>Date Written:<\/dt>\n<dd>1832<\/dd>\n<dt>Language:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\">Italian<\/dd>\n<dt>Publication Title:<\/dt>\n<dd>Biblioteca Italiana ossia Giornale di letteratura scienze ed arti<\/dd>\n<dt>Article Title:<\/dt>\n<dd>Poesia. Di un improvviso di Luigi Cicconi.<\/dd>\n<dt>Page Numbers:<\/dt>\n<dd>68: 135-139<\/dd>\n<dt>Additional Info:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\">\u00a0<\/dd>\n<dt>Publisher:<\/dt>\n<dd>La Direzione del Giornale<\/dd>\n<dt>Place of Publication:<\/dt>\n<dd>Milano<\/dd>\n<dt>Date Published:<\/dt>\n<dd>1832<\/dd>\n<\/dl>\n<p class=\"aei-one-line-down\"><strong>Text:<\/strong><\/p>\n<blockquote id=\"aei-blockquote\" lang=\"it\"><p>La celeste ispirazione istantanea di un ingegno alto, immaginoso, passionato e veloce, che recasi pronto a trattare nel canto con numeri non pensati qualunque argomento proposto, \u00e8 fenomeno tanto sorprendente, che Cicerone lo dice magnanima audacia.<\/p>\n<p>Allora veramente il poeta pu\u00f2 chiamarsi invaso e rapito fuori delle umane condizioni: allora ei crea, contempla, [136] anima e dipinge idoli ignoti, nuove fantasie, specie improvvise, e bellezze spiritali e intellette. L&#8217;uomo assume sembianza di una specie di divinit\u00e0, che desta venerazione e meraviglia, come le cose sacre. Questo pregio \u00e8 tanto cospicuo che lo stesso Tullio nella divinazione o nelle Tusculane non teme di dirlo dimostrazione della divinit\u00e0 dell&#8217;anima nostra: <i>Ego Poetam, grave plerumque Carmen, sine c&oelig;lesti aliquo mentis instinctu, putem fundere? = Atque etiam illa concitatio declarat vim in animis esse divinam<\/i>.<\/p>\n<p>Fra le antiche nazioni privilegiate di questo dono mirabili furono la greca e la latina.<\/p>\n<p>I Greci perch\u00e8 possessori della perenne civilt\u00e0 di molti secoli tutti dottissimi: perch\u00e8 popoli d&#8217;indole viva, ardente, creatrice: dominati dalla fantasia e dal cuore: alteri della dignit\u00e0 degli uomini pi\u00f9 sapienti della terra: lieti di una plaga mitissima, di un suolo fecondo: pieni la mente e l&#8217;animo dell&#8217;inenarrabile armonia della loro lingua: ed emulati alle prove generose di solenni letterarj pericoli.<\/p>\n<p>I Latini perch\u00e8 finalmente eredi del senno e dell&#8217;eleganza greca: superbi della loro forza e potenza: tratti alla grandezza delle idee dalla maest\u00e0 del loro impero, alla novit\u00e0 de&#8217;concetti dalla variet\u00e0 delle loro vicende: educati anch&#8217;essi alla soavit\u00e0, nitore, evidenza, copia e decoro di una lingua magnifica, e anch&#8217;essi, come i Greci, fatti beati di una teogonia poetica, e adorna di brillanti e sapienti immagini.<\/p>\n<p>Per tali condizioni ambedue queste genti nella grazia e nella pompa del canto improvviso si segnalarono. Bench\u00e8 nella Grecia il canto improvviso possa dirsi antico quanto la poesia stessa, avendosi da Erodoto, che il medesimo Omero tessea versi subitamente, obbedendo come al dettato di un Nume; nondimeno dopo il Meonio cantore quest&#8217;arte ebbe splendido incremento. Lode somma di famoso in quest&#8217;arduo cimento consegu\u00ec quell&#8217;antipatro Sidonio, che accrebbe il numero delle muse colla sventurata Saffo: quantunque sulle testimonianze di Callistrato e di Ateneo ei fosse stato dal severo Simonide preceduto nello stesso portentoso esperimento.<\/p>\n<p>N\u00e8 meno ottennero celebrit\u00e0 in questa prova del genio inspirato Boeto di Tarsi e Licinio Archia, se le lodi attribuite a quest&#8217;ultimo da Cicerone voglionsi avere in conto di verit\u00e0.<\/p>\n<p>[137] \u00c8 noto poi come presso i Latini Ovidio Nasone, e il medesimo Augusto Ottaviano, secondo Svetonio, e l&#8217;imperatore Adriano, giusta Sparziano, e parecchi altri dettassero versi improvvisi con aurea felicit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma ossia che anche le cose esimie coll&#8217;uso destano fastidio, ossia che l&#8217;umano ingengo v&ocirc;lto a salire, come della natura del fuoco, tende allo scoprimento di tentativi sempre pi\u00f9 difficili e maravigliosi, l&#8217;arte dell&#8217;improvvisare appo quelle nazioni medesime divenne cimento quasi obvio e vulgare. Fu perci\u00f2 conosciuta la necessit\u00e0 d&#8217;indagare nuove maraviglie, di lanciarsi a pi\u00f9 scoscese eminenze dell&#8217;arte, di levare la mente ad una regione pi&ugrave; sublime, e d&#8217;infiammare il cuore di perturbazioni pi\u00f9 veementi e tremende: l&#8217;amabilit\u00e0 e l&#8217;incanto di ben tessuta canzone, la grazia di una gioconda dipintura, il volo di un&#8217;ode, l&#8217;ordine e l&#8217;ordire di un carme, come che questi componimenti venissero dettati da una vena spontanea e felice, non satisfecero pi\u00f9 all&#8217;animo e alla mente. Lo splendore, la letizia, il sorriso onde la musa colora e abbellisce la sapienza pi\u00f9 non rap&igrave; l&#8217;ammirazione e i plausi, anche co&#8217;pronti e istantanei modi di un cantare non meditato: perduto il diletto, si perd&egrave; l&#8217;utile; e la non curanza e la noja estinsero la magia de&#8217;subiti cantori, e resero muti i teatri.<\/p>\n<p>Ma se la moltitudine de&#8217;mediocri si scoraggi\u00f2, i primi campioni dell&#8217;arte trassero anzi buon ardimento dai motteggi de&#8217;critici, e dalla freddezza universale, per raddoppiare i loro sforzi, onde restaurare di pi&ugrave; eccelsa gloria il canto improvviso. Tentarono perci\u00f2 pi\u00f9 difficile aringo: si avventurarono ad una nuova prova, e alla pi\u00f9 sublime, e provaronsi a corre estemporaneamente il primo alloro del Parnaso.<\/p>\n<p>Dico che si offersero a tessere la tragedia: l&#8217;urto e l&#8217;impeto, come dice l&#8217;immportale Parini, degli affetti tremendi di quest&#8217;azione; il cieco avvolgersi de&#8217;casi della medesima, e gli orrendi precipizj de&#8217;regi, onde va camminando il cotorno, portarono sugli animi intorpiditi la percossa del fulmine: le menti si eressero; una sacra fiamma invase i petti: si fremette: si gel\u00f2: si pianse: e la subita arte de&#8217;versi spontanei fu rinovata.<\/p>\n<p>Si ritrae da Plutarco, il divino Eschilo aver declamato tragedie estemporanee: e scrive Strabone che Diogene Tarsense eziandio azioni tragiche, sopra proposti argomenti, [136] come per afflato di un Dio, intrecci\u00f2 svilupp\u00f2: e similmente Lucano produsse tragedie improvvise ardenti di quel suo fuoco generoso, che poi gli torn\u00f2 in tanta ruina: fra le quali tragedie non pensate suona ancora grande la fama del suo Orfeo.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia nostra pur anche ha percorso tutti questi stadj nel canto inspirato. Essa, madre di ogni alta e leggiadra cosa: insituitrice dell&#8217;europea civilt\u00e0, pel retaggio dell&#8217;arti greche, per la clemeneza del suo cielo, per la sua potente forza creatrice, per gli animi suoi paratissimi a tutte le discipline dell&#8217;imitazione, dell&#8217;inspirazione, per la sublimit\u00e0 della sua prisca grandezza e delle sue seguenti sventure, per lo attrito indotto nella sua grande vitalit\u00e0 da&#8217;suoi fortunosi accidenti, e per l&#8217;infinita armonia, volubilit\u00e0, efficacia, vigoria e pompa del suo bellissimo idioma, che meglio che ogni altra lingua moderna dimostra, come in soavi modi meglio l&#8217;aria si percota articolando voci pittrici de&#8217;pensieri; l&#8217;Italia a preferenza d&#8217;ogni altra pi\u00f9 culta moderna gente vendic\u00f2 per se il vanto ambizioso di dettare versi estemporanei emuli de&#8217;modi pensati. Rammentare i Ceroni, i Feroni, i Perfetti, i Gianni e cento altri esimj in quest&#8217;ardimento \u00e8 cosa oziosa; ch\u00e8 le loro melodie eccheggiano ancora nelle itale aure, e gli orecchi dalla rimembranza ne sono tuttavia beati.<\/p>\n<p>Ma questa gloriosa dilettazione, che rallegrava i severi ozj della patria, con ogni beatitudine del viver nostro pass\u00f2. Oh dolci serali cimenti dell&#8217;ingegno italiano! Oh deliziose ville letiziate dal canto subitaneo! Oh dotte gare nobilissime, quanto v&#8217;invidiano gli animi riposati! Nuove, ingenti e sconosciute calamit&agrave; tutto funestarono, contaminarono! E l&#8217;Italia gi\u00e0 parteggiante, gi\u00e0 discorrente ad affetti smisurati, gi\u00e0 percossa da mali terribili, fu insensibile alle piane, tranquille affezioni: ebbe pur essa bisogno di pi\u00f9 gagliardi commovimenti anche nelle arti del piacere: perci\u00f2 Rossini ebbe fama colossale: perci\u00f2 lo Sgricci universa lode usurp\u00f2. Dico che la tempesta de&#8217;tempi rec\u00f2 anche fra noi nel canto improvviso la tragedia.<\/p>\n<p>Luigi Cicconi, anconitano, cimentasi pur esso a questo agone: in Roma si produsse co&#8217;primi saggi del suo fervido ingegno, e riscosse plauso. Lo ud\u00ec la Sicilia, ove gi\u00e0 nacque la tragedia stessa, n\u00e8 egli si mostr\u00f2 indegno delle ombre di Bione e Teocrito.<\/p>\n<p>[139] Ultimamente \u00e8 venuto nell&#8217;Atene dell&#8217;Italia, la bella Firenze, a produrre esempio del suo valore. Nella prima prova sulla cacciata del duca di Atene, se non ottenne pieni suffragi, molti lo commendarono di prontezza e facondia: nel secondo cimento sopra Lodovico il Moro si merc\u00f2 lode da una corona sceltissima di persone cospicue per dignit\u00e0 , per dottrina, per gentilezza.<\/p>\n<p>Ove si fosse richiesto al Cicconi il piano di un&#8217;azione filata colla pi\u00f9 pesata filosofia, con una prudenza ed economia alfieresca, con una locuzione sempre grande, stretta, terribile quale alla tragedia si conviene, con caratteri studiati profondamente, e mai non ismentiti, con un intreccio bene ordito e meglio sciolto, e con una catastrofe da farti gelare per timore, pre raccapriccio, per amaritudine; questa domanda sarebbe stata indiscreta, e lo stesso poeta dovea essere facilmente assolto quando non vi avesse corrisposto. Ma le pretese dell&#8217;onesta udienza furono limitate, ragionevoli, e tali che si poteano compiere da un poeta estemporaneo: e perci\u00f2 egli satisfece al comun voto. Quando la conoscenza delle difficolt\u00e0 da doversi vincere, e la ragionevolezza si appaghino di vive pitture, di sentenze forti e accommodate al tema: di cori armoniosi e immaginosi: di un inviluppo verosimile: di affetti ben sentiti e bene espressi, e di una locuzione felice e nobile; questi pregi spieg\u00f2 il Cicconi, e con questi consegu\u00ec quel plauso che gli dee accrescere l&#8217;animo per cogliere, con uno studio costante e con assiduo esercizio, maggiori e pi\u00f9 splendidi allori.<br \/>\n<\/br><\/p>\n<p><i>Melchior Missirini.<\/i><\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"aei-one-line-down\"><strong>Notes:<\/strong><\/p>\n<div id=\"aei-blocktext\">\n<\/div>\n<dl id=\"aei-dl-meta-unimportant\">\n<dt>Collected by:<\/dt>\n<dd>FB<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Missirini uses the example of improvisatore Luigi Cicconi to write a brief history of improvisation.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27,134],"tags":[35],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/170"}],"collection":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=170"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/170\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1189,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/170\/revisions\/1189"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=170"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=170"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=170"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}