{"id":199,"date":"2016-05-03T23:08:59","date_gmt":"2016-05-04T03:08:59","guid":{"rendered":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/?p=199"},"modified":"2017-01-04T16:15:55","modified_gmt":"2017-01-04T21:15:55","slug":"suid056","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/?p=199","title":{"rendered":"Pietro Metastasio, <i>Lettere<\/i>"},"content":{"rendered":"<div id=\"aei-root\" lang=\"en-GB\"><!-- suid=56 --><\/p>\n<dl id=\"aei-dl-meta\">\n<dt>Performer Name:<\/dt>\n<dd> Metastasio; Gravina; Leontino; Rolli; Vanini; Perfetti; Alessandro Guidi <\/dd>\n<dt>Performance Venue:<\/dt>\n<dd>&nbsp;<\/dd>\n<dt>Performance Date:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\">&nbsp;<\/dd>\n<dt>Author:<\/dt>\n<dd> Metastasio, Pietro<\/dd>\n<dt>Date Written:<\/dt>\n<dd>1751 <\/dd>\n<dt>Language:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\">Italian <\/dd>\n<dt>Publication Title:<\/dt>\n<dd> Lettere<\/dd>\n<dt>Article Title:<\/dt>\n<dd>&nbsp;<\/dd>\n<dt>Page Numbers:<\/dt>\n<dd> 3:657-60<\/dd>\n<dt>Additional Info:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\">In vol. 3 of <i>Tutte le Opere<\/i>, ed. Bruno Brunelli; 5 vols <\/dd>\n<dt>Publisher:<\/dt>\n<dd>Arnoldo Mondadori <\/dd>\n<dt>Place of Publication:<\/dt>\n<dd>Verona<\/dd>\n<dt>Date Published:<\/dt>\n<dd>1951 <\/dd>\n<\/dl>\n<p class=\"aei-one-line-down\"><strong>Text:<\/strong><\/p>\n<blockquote id=\"aei-blockquote\"  lang=\"it\">\n<p>[657] Voi vorreste de&apos; versi fatti da me improvvisamente negli anni della mia fanciullezza; ma come appagarvi? Non vi niego che un natural talento pi\u00f9 dell&apos;ordinario adattato all&apos;armonia e alle misure si sia palesato in me pi\u00f9 per tempo di quello che soglia comunemente accadere, cio\u00e8 fra &apos;l decimo e undecimo anno dell&apos;et\u00e0 mia: che questo strano fenomeno abbagli\u00f2 a segno il mio gran maestro Gravina, che mi riput\u00f2 e mi scelse come terreno degno della coltura d&apos;un suo pari: che fino all&apos;anno decimosesto, all&apos;uso di Gorgia Leontino, m&apos;esposi a parlare in versi su qualunque soggetto cos\u00ec d&apos;improvviso, sa Dio come, e che Rolli, Vanini e il cavalier Perfetti, uomini allora gi\u00e0 maturi, furono i miei contraddittori pi\u00f9 illustri. Che vi fu pi\u00f9 volte chi intraprese di scrivere i nostri versi mentre da noi improvvisamente si pronunziavano, ma con poca felicit\u00e0, poich\u00e9 (oltre l&apos;esser perduta quell&apos;arte, per la quale a&apos; tempi di Marco Tullio era comune alla mano la velocit\u00e0 della voce) conveniva molto destramente ingannarci, altrimenti il solo sospetto d&apos;un tale agguato avrebbe affatto inaridita la nostra vena, e parti-[658]colarmente la mia. So che, a dispetto di tante difficolt\u00e0, si sono pure in que&apos; tempi e ritenuti a memoria e forse scritti da qualche curioso alcuni de&apos; nostri versi; ma sa Dio dove ora saran sepolti, se pure son tuttavia in <i>rerum natura<\/i>, di che dubito molto. De&apos; miei io non ho alcuna reminiscenza, a riserva di quattro terzine che mi scolp\u00ec nella memoria Alessandro Guidi a forza di ripeterlo per onorarmi. In una numerosa adunanza letteraria che si tenne in casa di lui, propose egli stesso a Rolli, a Vanini e a me per materia delle nostre poetiche improvvise gare i tre diversi stati di Roma, pastorale, militare ed ecclesiastico. Rolli scelse il militare, tocc\u00f2 l&apos;ecclesiastico a Vanini, e rest\u00f2 a me il pastorale. Da bel principio Vanini si lagnava che per colpa d&apos;amore non era pi\u00f9 atto a far versi; e mi asseriscono ch&apos;io gli dissi:<\/p>\n<pre class=\"aei-poetry1\">\r\n<i>Da ragion, se consiglio non rifiuti,\r\n        Ben di nuovo udirai nella tua mente\r\n        Risonar que&apos; pensier ch&apos;ora son muti.<\/i>\r\nPoco dopo, entrando nella materia:\r\n<i>Vedi quel pastorel che nulla or pare?\r\n         Quel de&apos; futuri Cesari e Scipioni\r\n         Foce sar\u00e0, come de&apos; fiumi il mare.<\/i>\r\nParlando all mia greggia:\r\n<i>Pasci i fiori, or che lice, e l&apos;erbe molli:\r\n        D&apos;altro fecondi in altra et\u00e0 saranno,\r\n        Che sol d&apos;erbe e di fiori, i sette colli.<\/i>\r\nE nello stesso conflitto, ma in diverso proposito:\r\n<i>Sa da se stessa la virt\u00f9 regnare,\r\n        E non innalza, e non depon la scure\r\n        Ad arbitrio dell&apos;aura popolare.<\/i>\r\n<\/pre>\n<p>[659] Questi lampi, ne&apos; quali hanno la maggior parte del merito il caso, la necessit\u00e0, la misura e la rima, e ne&apos; quali si riconosce forse troppo lo studio de&apos; poeti latini non ridotto ancora a perfetto nutrimento, sa Dio fra quante puerilit\u00e0 uscivano inviluppati. Buon per me che il tempo non mi ha lasciati materiali onde tradir me medesimo; temo che la passione di compiacervi avrebbe superato quella di risparmiare il mio credito. Or, per terminare il racconto, questo mestiere mi divenne e grave e dannoso; grave perch\u00e9, forzato dalle continue autorevoli richieste, mi conveniva correre quasi tutti i d\u00ec, e talora due volte nel giorno istesso, ora ad appagare il capriccio d&apos;una dama, ora a soddisfar la curiosit\u00e0 d&apos;un illustre idiota, ora a servir di riempitura al vuoto di qualche sublime adunanza, perdendo cos\u00ec miseramente la maggior parte del tempo necessario agli studi miei: dannoso, perch\u00e9 la mia debole fin d&apos;allora e incerta salute se ne risentiva visibilmente. Era osservazione costante che, agitato in quella operazione dal violento concorso degli spiriti, mi si riscaldava il capo e mi s&apos;infiammava il volto a segno maraviglioso, e che nel tempo medesimo e le mani e le altre estremit\u00e0 del corpo rimanevan di ghiaccio. Queste ragioni fecero risolvere Gravina a valersi di tutta la sua autorit\u00e0 magistrale per proibirmi rigorosamente di non far mai pi\u00f9 versi al&apos;improvviso; divieto che dal decimosesto anno dell&apos;et\u00e0 mia ho sempre io poi esattamente rispettato, a cui credo di essere debitore del poco di ragionevolezza e di connessione d&apos;idee che si ritrova negli scritti miei. Poich\u00e9, riflettendo in et\u00e0 pi\u00f9 matura al meccanismo di quell&apos;inutile e maraviglioso mestiere, io mi sono ad evidenza convinto che la mente condannata a cos\u00ec temeraria operazione dee per necessit\u00e0 contrarre un abito opposto per diametro alla ragione. Il poeta che scrive a suo bell&apos;agio elegge il soggetto del suo lavoro, se ne propone il fine, regola la successiva [660] catena delle idee che debbono a quello naturalmente condurlo, e si vale poi delle misure e delle rime come d&apos;ubbidienti esecutrici del suo disegno. Colui all&apos;incontro che si espone a poetar d&apos;improvviso, fatto schiavo di quelle tiranne, convien che prima di rifletter ad altro impieghi gl&apos;istanti che gli son permessi a schierarsi innanzi le rime che convengono con quella che gli lasci\u00f2 il suo contraddittore, o nella quale egli sdrucciol\u00f2 inavveduto, e che accetti poi frettolosamente il primo pensiero che se gli presenta, atto ad essere espresso da quelle bench\u00e9 per lo pi\u00f9 straniere, e talvolta contrarie al suo soggetto. Onde cerca il primo a suo grand&apos;agio le vesti per l&apos;uomo, e s&apos;affretta il secondo a cercar tumultuariamente l&apos;uomo per le vesti. Egli \u00e8 ben vero che se da questa inumana angustia di tempo vien tiranneggiato barbaramente l&apos;estemporaneo poeta, n&apos;\u00e8 ancora in contraccambio validamente protetto contro il rigore de&apos; giudici suoi, a&apos;quali, abbagliati dai lampi presenti, non rimane spazio per esaminare la poca analogia che ha per lo pi\u00f9 il prima col poi in cotesta specie di versi. Ma se da quel dell&apos;orecchio fossero condannati questi a passare all&apos;esame degli occhi, oh quante Angeliche si presenterebbero con la corazza d&apos;Orlando e quanti Rinaldi con la cuffia d&apos;Armida! Non crediate per\u00f2 ch&apos;io disprezzi questa portentosa facolt\u00e0, che onora tanto la nostra spezie; sostengo solo che da chiunque si sagrifichi affatto ad un esercizio tanto contrario alla ragione non cos\u00ec facilmente:<\/p>\n<pre class=\"aei-poetry1\">\r\n......................... <i>Carmina fingi\r\nPosse linenda cedro, et levi servanda cupresso<\/i>.\r\n<\/pre>\n<\/blockquote>\n<p class=\"aei-one-line-down\"><strong>Notes:<\/strong><\/p>\n<div id=\"aei-blocktext\">\n<p>Dated 1 August 1751, Vienna, letter to Francesco Algarotti, Berlin.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<dl id=\"aei-dl-meta-unimportant\">\n<dt>Collected by:<\/dt>\n<dd> DP<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Metastasio describes his experience of improvising verses during his youth, along with his memories of his master Gravina and other renowned eighteenth-century improvisatori.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27,134],"tags":[161,159,160,70,58,56,57],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/199"}],"collection":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=199"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/199\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3271,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/199\/revisions\/3271"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=199"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=199"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=199"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}