{"id":396,"date":"2016-05-13T11:18:55","date_gmt":"2016-05-13T15:18:55","guid":{"rendered":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/?p=396"},"modified":"2017-01-03T22:04:25","modified_gmt":"2017-01-04T03:04:25","slug":"suid040","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/?p=396","title":{"rendered":"[C.L.P.], &#8220;Poesia estemporanea&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"aei-root\" lang=\"en-GB\"><!-- suid=40 --><\/p>\n<dl id=\"aei-dl-meta\">\n<dt>Performer Name:<\/dt>\n<dd> Sgricci<\/dd>\n<dt>Performance Venue:<\/dt>\n<dd> Milan<\/dd>\n<dt>Performance Date:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\"> 27 November 1817<\/dd>\n<dt>Author:<\/dt>\n<dd> C.L.P.<\/dd>\n<dt>Date Written:<\/dt>\n<dd> 1817<\/dd>\n<dt>Language:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\"> Italian<\/dd>\n<dt>Publication Title:<\/dt>\n<dd> Lo spettatore, parte italiana<\/dd>\n<dt>Article Title:<\/dt>\n<dd> Poesia estemporanea.<\/dd>\n<dt>Page Numbers:<\/dt>\n<dd> 7:124-127<\/dd>\n<dt>Additional Info:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\">&nbsp;<\/dd>\n<dt>Publisher:<\/dt>\n<dd>&nbsp;<\/dd>\n<dt>Place of Publication:<\/dt>\n<dd> Milan<\/dd>\n<dt>Date Published:<\/dt>\n<dd> 1817<\/dd>\n<\/dl>\n<p class=\"aei-one-line-down\"><strong>Text:<\/strong><\/p>\n<blockquote id=\"aei-blockquote\"  lang=\"it\">\n<p>Sig. Tommaso Sgricci. &#8212; 1. Collegio Longone.<\/p>\n<p><i>Curriums ad vocem jucundam, et nomen amicae<\/i>&#8211;Thebaidos, sclamava Giovenale esprimendo l&apos;entusiasmo che destavasi in Roma quando Stazio annunciava il giorno in cui avrebbe letto alcun libro di que&apos; poemi che gli hanno meritato un luogo distinto fra gli epici latini. E noi forse con pi\u00f9 ragione, e sospinti dalla forza di pi\u00f9 ammirabile prodigio, corriamo ovunque il sig. Tommaso Sgricci ne promette la grata sorpresa di una tragedia estemporanea. Gi\u00e0 due volte con applauso sempre crescente egli aveva commossi gli animi nostri colla drammatica rappresentazione di passioni terribili, e dimostrato che ad ingegno italiano alcuna meta, per ardua ch&apos;ella sia, pure non \u00e8 contesa, quando mercoled\u00ec sera giorno 27 del corrente novembre, diede un&apos;altra accademia nella sala dell&apos;I. Collegio Longone, posto in Porta Nuova in questa citt\u00e0. Numerosa e scelta udienza composta di ragguardevoli personaggi, e dei pi\u00f9 distinti coltivatori delle scienze e delle lettere riempiva la sala. Fu estratto il primo tema pel poemetto in versi sciolti, che la sorte fece cadere sopra, <i>La morte di Sansone<\/i>. Senza pure raccogliersi un momento, oltre a quello spazio che richiedevasi perch\u00e8 l&apos;udienza si disponesse al silenzio ed all&apos;attenzione, il sig. Sgricci narr\u00f2 con bell&apos;ordine come il Popolo Ebreo fu liberato dal giogo de&apos; Filistei. L&apos;armonia del verso, la nobile propriet\u00e0 della scelta frase poetica, la copia delle immagini, e la unzione scritturale onde fu asperso il poemetto, adeguando la grandezza dell&apos;argomento, compresero gli astanti di quel religioso senso di terrore e di fiducia a un tempo che inspira la idea del grande Iddio che piacquesi di scorgere il suo popolo per vie portentose a sicura meta in mezzo a traversie insuperabili all&apos;umana debolezza.<\/p>\n<p>Succedette il tema di Cefalo e Procri trattato in terza rima, e gli animi gentili furono scossi dalla tenerezza in udendo come la gelosia traesse a luttuosa e non meritata fine la troppo amante e troppo sospettosa ninfa, indotta in errore funesto dalla dolcezza de&apos; modi soavi coi quali il suo Cefalo invocava la fresca Auretta perch\u00e8 gli temprasse sulla fronte sudata e sul petto gli ardori del Merigge infocato. E forse qualche bella celando sotto il piumato cappello l&apos;espressione della piet\u00e0 meditava frattanto di far servire a taluno di utile lezione l&apos;esempio compassionevole del fato di Procri. Si pass\u00f2 quindi ai temi per la tragedia, e per primo fu estratto <i>La Presa di Seringapatam<\/i> ossia la morte di Tippoo-Saib. Se la lontanza dei luoghi e dei costumi ci lascia ignorare le particolarit\u00e0 di un tanto avvenimento, e ci toglie di conoscere i caratteri di coloro che ebbero parte nella catastrofe dell&apos;Impero del Nisore, la circostanze per l&apos;altra parte che ci\u00f2 \u00e8 accaduto ai nostri giorni, vieta le finzioni e tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 servire di macchina per l&apos;orditura di una azione tragica. Il sig. Sgricci con modesta ingenuit\u00e0 confess\u00f2 di non essere abbastanza istruito del fatto, quindi coll&apos;unanime consentimento dell&apos;udienza si pass\u00f2 all&apos;estrazione di un altro tema, che fu <i>La morte di Carlo primo Re d&apos;Inghilterra<\/i>. Il sig. Sgricci disposto a tessere la tragica tela sulle sciagure di quel Monarca, domand\u00f2 solamente che quegli che aveva dato il tema gli rammentasse i nomi dei personaggi, o del partito reale, o di quello di Cromwell che principali dovevano entrare nell&apos;azione, poich\u00e8 quanto la nostra lingua \u00e8 restia a pronunciare nomi d&apos;idioma settentrionale, altrettanto lo \u00e8 la memoria a richiamarli, n\u00e9 trattandosi di storie moderne \u00e8 permesso di porre in iscena personaggi immaginari. Non v&apos;ebbe chi soddisfacesse alla domanda del Poeta, e dopo replicate istanze e continuato silenzio, i voti universali furono per l&apos;estrazione di un terzo tema, e la sorte cadde sull&apos; <i>Alzira<\/i>. Questo soggetto inventato e trattato dalla penna di uno dei pi\u00f9 grandi tragici francesi, ha espresse pi\u00f9 volte le nostre lagrime, rappresentato sulle scene italiane. Un feroce invasore delle regioni scoperte nel nuovo emisfero, che va a turbare la quiete di quei popoli innocenti e di quegl&apos;imperi fondati sulla giustizia e sull&apos;amore dei sudditi, che fa servire l&apos;augusta nostra religione di pretesto a&apos; suoi misfatti, e di mezzo per soddisfare l&apos;avida sete dell&apos;oro ed ogni maniera di passioni basse, \u00e8 il terribile ritratto dei primi conquistatori dell&apos;America, che Voltaire ha effigiato in Gusmano. A lui forma un interessante contrapposto Zamoro giovane ardente, generoso, intrepido, guerriero, il cui braccio \u00e8 sacro alla difesa della patria, e la cui mano \u00e8 promessa ad Alzira figlia del Monarca Indiano. Le bellezze innocenti di costei hanno accesa una fiamma impura nel cuore di Gusmano, il quale tenta ogni via di seduzione, e di artificii, ma non giunge mai a rallentare un moento i primi lacci che l&apos;hanno unita al suo Zamoro; sinch\u00e8 poi quell&apos;empio cade vittima de&apos; suoi malvagi attentati, e, in morendo, tocco da un raggio salutare della grazia celeste riconosce la sua perversit\u00e0, implora perdono da quelli a cui ha ordite le sciagure, e vuole che siano uniti, in sacro nodo Zamoro ed Alzira, fra le braccia dei quali cade estinto. Gl&apos;Indiani, sorpresi dalla mutazione repentina di quell&apos;animo atroce, riconoscono in essa gli effetti portentosi di una religione sublime e veramente divina, e piegano la fronte alla luce del Vangelo. Questo \u00e8 l&apos;argomento della tragedia di Voltaire, n\u00e8 sapevasi prevedere come il Poeta avrebbe potuto sulla medesima invenzione trovare una nuova catastrofe, e dare all&apos;azione un nuovo interesse. Egli valse a superare tutte queste difficolt\u00e0 ed a vincere la pubblica aspettazione. Alvarez, sacerdote cristiano, che, penetrato dei sentimenti di mansuetudine del suo divin maestro, condanna la barbarie degli Spagnuoli, \u00e8 il mezzo innocente di cui si serve Gusmano per sorprendere la buona fede del Regnatore di Cusco, e per impadronirsi a tradimento della citt\u00e0 e della reggia. Alvarez irritato si fa scudo, e protettore di Zamoro e di Alzira, la quale per sottrarsi alle abborrite nozze finge di cedere alle istanze del tiranno, che, lusingato dalle sue promesse, s&apos;introduce, per rapirla, di nottetempo nel tempio del Sole. Quivi, prima ch&apos;ei giungesse, fuggito dalla prigione Zamoro era spirato fra le braccia di Alzira per un veleno sorbito allorch\u00e8 disperava di ricuperare colla sposa la libert\u00e0. Morendo, aveva lasciato nelle mani di Alzira un pugnale vendicatore, che questa giur\u00f2 d&apos;immergere nel seno del perfido Gusmano. Il quale, mentre brancolando fra le tenebre, udita la voce di Alzira, apre le braccia ai sospirati amplessi, per la mano di lei trova la meritata punizione de&apos; suoi delitti, di cui ravisando in quel terribile istante l&apos;enormit\u00e0, muore invocandone dal Cielo il perdono. Il fremito della universale commozione ha dato a conoscere come il sig. Sgricci abbia saputo destare per nuova via, senza scostarsi dai soggetti, i pi\u00f9 forti ed i pi\u00f9 profondi affetti di terrore di piet\u00e0 e di maraviglia. Ne incresce solamente che la rapidit\u00e0 della sua vena poetica non permetta di conservare nella memoria alcuna delle sentenze luminose tanto morali, quanto politiche, onde egli arricchisce con giusto criterio, e copiosamente bens\u00ec, ma senza vana pompa i suoi drammatici componimenti, che certo si conoscerebbe com&apos;egli sia nudrido della lettura e dello studio dei primi maestri dell&apos;arte. E quale profonda cognizione ei non palesa del cuore umano, sapendo entrare nelle pi\u00f9 intime &quot;&#8230;&quot; di quello, e scuoterlo ed agitarlo con tanta maestria! Noi tributandogli la meritata testimonianza di lode, non possiamo dispensarci dall&apos;applaudire altres\u00ec a chi dirige la educazione e la istruzione degli alunni del Collegio Imperiale, poich\u00e8 con s\u00ec saggio avvedimento procurare seppe ad essi un tanto mezzo per eccitarli all&apos;amor della gloria, e ad una nobile emulazione.<\/p>\n<p>C.L.P.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"aei-one-line-down\"><strong>Notes:<\/strong><\/p>\n<div id=\"aei-blocktext\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/p><\/div>\n<dl id=\"aei-dl-meta-unimportant\">\n<dt>Collected by:<\/dt>\n<dd> FB<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The author comments on a performance in which Sgricci improvised on various topics in various genres: the death of Samson, Cefalo and Procri, and Alzira. Sgricci is praised for his ability to arouse the strongest and deepest emotions of terror, pity, and wonder. The rapidity of his performance makes it difficult to remember his verse, yet it stirs the heart.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27,134],"tags":[77,73],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/396"}],"collection":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=396"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/396\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3255,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/396\/revisions\/3255"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}