{"id":398,"date":"2016-05-13T11:19:40","date_gmt":"2016-05-13T15:19:40","guid":{"rendered":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/?p=398"},"modified":"2017-01-03T22:01:37","modified_gmt":"2017-01-04T03:01:37","slug":"suid041","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/?p=398","title":{"rendered":"[T.C.], &#8220;Teatro de&#8217; Filodrammatici. Versi estemporanei del sig. Tommaso Sgricci&#8221;"},"content":{"rendered":"<div id=\"aei-root\" lang=\"en-GB\"><!-- suid=41 --><\/p>\n<dl id=\"aei-dl-meta\">\n<dt>Performer Name:<\/dt>\n<dd> Sgricci<\/dd>\n<dt>Performance Venue:<\/dt>\n<dd> Milan<\/dd>\n<dt>Performance Date:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\"> 1817<\/dd>\n<dt>Author:<\/dt>\n<dd> T.C.<\/dd>\n<dt>Date Written:<\/dt>\n<dd> 1817<\/dd>\n<dt>Language:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\"> Italian<\/dd>\n<dt>Publication Title:<\/dt>\n<dd> Lo Spettatore, parte italiana (VII)<\/dd>\n<dt>Article Title:<\/dt>\n<dd> Teatro de&#8217; Filodrammatici. Versi estemporanei del sig. Tommaso Sgricci.<\/dd>\n<dt>Page Numbers:<\/dt>\n<dd> 7:91-92<\/dd>\n<dt>Additional Info:<\/dt>\n<dd class=\"aei-half-line-below\">&nbsp;<\/dd>\n<dt>Publisher:<\/dt>\n<dd>&nbsp;<\/dd>\n<dt>Place of Publication:<\/dt>\n<dd> Milan<\/dd>\n<dt>Date Published:<\/dt>\n<dd> 1817<\/dd>\n<\/dl>\n<p class=\"aei-one-line-down\"><strong>Text:<\/strong><\/p>\n<blockquote id=\"aei-blockquote\"  lang=\"it\">\n<p>Il Teatro de&apos; Filodrammatici \u00e8 un tempio dove Melpomene e Talia sono onorate di non venduto ed osservabile culto; o per favellar senza figure, esso \u00e8 un luogo da cui la buona tragedia e la buona commedia non sono ancora sbandite, e in cui il cos\u00ec detto <i>dramma<\/i> ora lugubre si presenta ed or lagrimoso, ma non mai accompagnato dalle sconcezze e dagli orrori che lo deturpano altrove.<\/p>\n<p>Era ben dritto che su quest&apos;arena scendesse il sig. Sgricci a far esperimento di s\u00e8; egli che con insolito ed audacissimo esempio imprese di trattare all&apos;improvviso il coturno. Sceltissima era l&apos;udienza, da&apos; gentili inviti degli accademici accolta, e vivissima l&apos;aspettazione. Mossi dalla gravit\u00e0 del cimento e dai diversi consigli, parteggiavano gli animi; e chi vantava gli allori colti dal giovan poeta sul Tebro e le corone prestategli al Campidoglio, e chi asseriva mal sostenuto il cimento alla Scala, o traeva in campo sfavorevoli interpretazioni. Qui determinata era ogni cosa con si scrupolose norme, che n\u00e8 il sospetto pure potea insorgere di amichevole connivenza o di soccorrevole inganno. Per non felice ventura, strabocchevole fu la quantit\u00e0 de&apos; temi nell&apos;urna deposti, e la cura di trascriverli, numerarli, ecc., troppo largo tempo si prese. Gli alunni delle Muse male patiscon gl&apos;indugj.<\/p>\n<p>Si trassero finalmente le sorti, e per l&apos;argomento da trattarsi in versi liberi usc\u00ec fuora il seguente&#8230;<\/p>\n<p><i>E di questo passo noi seguivamo il sig. Sgricci nei tre temi da lui trattati, esponendo con ogni diligenza l&apos;istorica vert\u00e0. Poscia venivamo con critica imparziale e per quanto da noi meglio di pu\u00f2, ragionata discutendo qual genere e qual porzione di lode al giovane poesia si convenga, sperando in questa guisa di fissar le opinioni ondeggianti e di accordar le discordi.<\/i><\/p>\n<p><i>Ma essendo noi egualmente lontani e da quelli che tributar gli bramano divini onori, e dagli altri che vorrebbero farlo soggiacere al destino di Marsia, correvamo il rischio di spiacere ad entrambo le parti in pubblicando la discussione da noi con riposato e libero animo fatta. In tale perplessit\u00e0, l&apos;amicizia e la fortuna vennero in nostro aiuto, presentandoci un articolo steso da un egregio cultor delle lettere, in cui onoratamente si d\u00e0 conto dello sperimento sostenuto dal sig. Sgricci al Teatro de&apos; Filodrammatici. Noi siamo ben contenti di qui recarlo, persuasi che i nostri lettori si terranno per avvantaggiati del cambio.<\/i> D.T.<\/p>\n<p><i>Est Deus in nobis agitante calescimus illo<\/i>: Pochi sono di certo quei poeti cui, parlando di s\u00e8, \u00e8 dato il poter ripetere cotal verso. Nessuno per\u00f2 con pi\u00f9 ragione, n\u00e8 a miglior dritto del sig. Sgricci. Soverchio sarebbe ora il far parola del suo valore poetico: abbastanze ne hanno favellato finora Roma, e Bologna ultimamente che maravigliate andarono a gara nel tributare corone e premi al giovine poeta. La nostra Milano che va pi\u00f9 a rilento di quelle due citt\u00e0, ove trattisi di dar fede a dei miracoli, parve incredula dapprima; e poscia alquanto restia a far eco ai ripetuti autorevoli plausi che da quelle sino a noi suonarono. La singolarit\u00e0 di un giovine, oltrepassante di poco il quarto lustro, il quale all&apos;improvviso recita tragedie che reggerebbero alla pi\u00f9 severa critica, over pur frutto fossero di meditazione lunghissima, non che alcuni malavventurati accidenti avvenuti la prima volta che sul Teatro della Scala ei fece prova di s\u00e8, poterono per avventura far palesare a taluno la non irragionevole dubbiezza intorno alla subitanea ispirazione della sua musa. Le persone tenere dello Sgricci, e dell&apos;incremento del nome italiano, non che dei maligni, e gl&apos;invidi ardevano del desiderio ch&apos;egli si mostrasse in un secondo cimento, sperando gli uni e gli altri di vedere confermare quell&apos;opinione che portavano intorno al di lui merito. E un secondo esperimento, dicevano tutti, esser necessario, onde vincere la non maligna dubitazione in alcuni, raffermare la credenza in altri, e far tacere la malignit\u00e0 in parecchi. La benemerita societ\u00e0 de&apos; Filodrammatici ader\u00ec, anzi prevenne il comune desiderio coll&apos;invitare sulle scene del suo teatro il nostro poeta a novellamente dar prova di s\u00e8 al cospetto del pubblico. Il nobile e decoroso apparecchio del palco scenico, la numerosa eletta adunanza invitata rendevano imponente lo spettacolo, e onore e lustro maggiore recavano ai ozi del Teatro. Con ingegnoso divisamento vennero da essi immaginati e posti ad effetto tutti i modi possibili, tanto per la regola da osservarsi nel dare i temi, quanto per l&apos;esirazione di essi dall&apos;urna, onde dileguare ogni sospetto, e togliere cos\u00ec ogni pretesto all&apos;invidia. Ci\u00f2 fatto, presentossi il poeta al pubblico. Il primo tema sortito fu <i>Erostato<\/i>, il secondo <i>Il Diluvio Universale<\/i>, il terzo per l&apos;azione tragica <i>La morte di Cleopatra<\/i>. Duolmi non concedere i limiti a un articolo prescritti l&apos;andar partitamente divisando i molti pregi che risplendevano nei subbitetti trattati. Per istringere il molto nel poco, e per non dilungarmi di troppo, ander\u00f2 accennando cos\u00ec di corsa i principali.<\/p>\n<p>Diede principio il poeta al 1  tema col dire gli effetti prodotti da un nobile desiderio di fama. Quindi narrate le gesta di Ercole, quindi descritto Achille che al nome di glroia abbandona l&apos;amata Deidamia per andare in cerca della morte nei campi Troiani. Poetica oltre ogni dire fu l&apos;apparizione della furia a Erostrato per incitarlo a portar le faci al tempio di Diana. L&apos;apostrofe alla Dea, il tempio di essa, che crolla, furono passi che, per la somma loro &#8230; vinsero perfino gli animi dei pi\u00f9 ritrosi. Non meno ammirata fu la descizione della notte fatta con Virgiliani colori.<\/p>\n<p>L&apos;ordine con che questo primo tema venne disposto, i pensieri, lo stile, i versi furono tali che maraviglia destarono in tutti. La sorprendente bellezza del primo tema fu per avventura cagione onde ecclissato alquanto rimanesse il secondo, tuttoch\u00e8 perfetto dal lato dello stile, e ridondante esso pure di moltissimi pregi. La Giustizia e la Piet\u00e0, che si presentano a Dio, l&apos;una per eccitarlo a vendetta, l&apos;altra a perdono; l&apos;Iride, che nunzia di pace sparge di luce il cielo; Dio che siede sopra i nembi, e che col divin soffio muove le nubi procellose; la Navicella galleggiante sopra le acque, furono tratti luminosissimi e sublimi. &#8212;Ma eccoci all&apos;azione tragica improvvisata, al pi\u00f9 terribile, pi\u00f9 audace e pi\u00f9 glorioso cimento che tentato siasi mai da erun altro poeta. Dur\u00f2 un&apos;ora e un quarto senza interruzione alcuna. O vogliasi por mente al disegno regolare di tale componimento in pochi minuti formato, o all&apos;intreccio mirabilmente ordito, o alla catastrofe egregiamente sviluppata, o all&apos;episodio di Arsame acconciamente inseritovi, fa d&apos;uopo confessare nessun altro poeta essere mai giunto a tanto. I caratteri furono sempre sosteuti dal principio alla fine, principalmente quello di Cleopatra. Elevato e tragico lo stile; luminose e nitidamente espresse le sentenze. Felicissimo riesce il nostro poeta nel maneggiare gli affetti, parte essenzialissima della tragedia, e la sola in cui il grande Astigiano ha lasciato degli allori da cogliere. Passionatissima fu la scena di Cleopatra coi figli; patetica la preghiera che ella porge a Ottaviano raccomandandoglieli quai figli di Cesare. Ma insigne, e con mirabile artificio condotta fu la scena fra Cleopatra ed Arsame. L&apos;ambizione di questa Regina di non cedere al suo nemico fece un mirabile contrasto col materno affetto. Lascio stare la sempre poetica elocuzione, la maestria dei versi sempre dignitosi, la lingua sempre purissima, pregi finora sconosciuti agli altri estemporanei poeti. Non posso per\u00f2 trapassare sotto il silenzio l&apos;inno delle donzelle a Venere tutto pieno di venust\u00e0 e spirante greca fragranza. <\/p>\n<p>Per la maggior gloria della nostra bella Italia faccio voti io pure che altri stimolati da generosa brama sorgano ad emulare, e se possibil \u00e8, a superare questo poeta. Ma prima per\u00f2 di avventurarsi a si ardua ipresa consultino bene s\u00e9 medesimi, e si rechino sempre innanzi quel precetto del Venosino, = <i>Sumite materiam vestris, qui scribitis, aequam Viribus; et versate diu, quid ferre recusent, Quid valeant humeri<\/i>. Altrimenti, a somiglianza di Fetonte, altro esempio non lasceranno che quello di uno sconsigliato e vano ardimento.<\/p>\n<p>T.C.<\/p>\n<\/blockquote>\n<p class=\"aei-one-line-down\"><strong>Notes:<\/strong><\/p>\n<div id=\"aei-blocktext\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/p><\/div>\n<dl id=\"aei-dl-meta-unimportant\">\n<dt>Collected by:<\/dt>\n<dd> FB<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The author reports that after a first successful &#8212; but controversial &#8212; performance in Milan at the Teatro de&apos; Filodrammatici, Sgricci improvised a second time and gained great acclaim for the tragedy &#8220;La morte di Cleopatra.&#8221; His improvised verse is praised for its rhetoric and the purity of the language, qualities that the author claims were unknown to previous extempore poets.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[27,134],"tags":[77,73],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/398"}],"collection":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=398"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/398\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2497,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/398\/revisions\/2497"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/romanticimprov.utoronto.ca\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}