Carlo Tedaldi Jores, “All’editore dello Spettatore”

In a letter to the editor, the writer describes how the 16-year-old Taddei was inspired, by listening to Pistrucci, to commit herself to improvised verse. Her performance and her verses resemble the enthusiasm of the Pythia, without being exaggerated. However, the writer reports that at a performance she gave near Cremona, ignorant listeners criticized improvised poetry and the innocent pleasures it arouses as pure folly.

Performer Name:
Taddei
Performance Venue:
Cremona
Performance Date:
 
Author:
Carlo Tedaldi Jores
Date Written:
16 August 1816
Language:
Italian
Publication Title:
Lo Spettatore. Parte italiana.
Article Title:
All’editore dello Spettatore
Page Numbers:
7:34-35
Additional Info:
 
Publisher:
 
Place of Publication:
Milan
Date Published:
1817

Text:

[34] Cremona 16 agosto 1816*

A voi, benemerito dell'Italiane Lettere e de' poetici studi ardentissimo cultore, a voi mio dolce amico, fortunata non meno che insolita occasione di scrivere mi porge la signora Rosina Taddei egregia estemporanea poetessa, che nell'anno sestodecimo dell'età sua forma l'ammirazione d'ognuno, e fa sperare all'Italia, ch'essa possa un giorno non solo il merito agguagliare di Cecilia Micheli, di Giovanna de' Santi e di suor Barbara da Correggio, improvvisatrici di cui mena rumore quel buon uomo del Quadrio, ma benanco di Corilla e d'Amarilli Etrusca. Sebbene destinata sino dagli anni primi a seguir l'orme de' genitori, apparando l'arte comica, sentì nel seno la sacra fiamma del signore di Delo che prepotentemente la trascinava a spiegare al suono della lira la moltitudine degli affetti che agitavano l'animo dilicato di lei, e quella dolcissima armonia onde avea pina la mente ed il petto. Pochi mesi addietro la signora Taddei non conosceva il ritmo de' versi; essa udì in riva al Tesino [35] improvvisare il celebe Pistrucci, e siccome Coreggio disse dopo aver contemplato un quadro di Rafaelle: "anch'io sono pittore" essa sclamò: "io pure voglio improvvisare", ed immantinente il fece. Da quel punto non vive che per le Muse, i giorni a lei più cari sono quelli in cui circondata da eletto stuolo d'amici scioglie il labbro al soavissimo canto simile a quello de' morienti Cigni, essa, come Eustachio narra d'Omero, non respira che la poesia: allorchè improvvisa, la sua fisonomia si anima, gli sguardi si avvivano, e trasportata dalla propria immaginativa, entra in un delirio pari a quello de' sacerdoti di Cibele, o delle Baccanti, o quale fingeano un tempo le Sibille, quando vanamente profetavano le sciagure o le felicità de' mortali. Sia ch'essa stringa i pindarici strali, canti gl'inni ai Celesti, e narri le glorie dei Prodi; sia che colga gigli e viole sul sentiero della voluttà, feconda è mai sempre d'immagini gentili e di sublimi concetti, serba un'esatta condotta, non ricorre ad inutili invocazioni, nè s'avvolge in estranei episodi.

Jeri in una bella villa vicina alla città abbiamo rinnovato in onore della signora Taddei l'uso di que' conviti letterari celebrati da Senofonte e da Plutarco, e che tanto furono di costume sotto il felice dominio di Leon Decimo: l'aspetto della ridente campagna, che a vicenda ne offeriva i doni di Flora e di Pomona, la scelta compagnia di leggiadre Ninfe e di giovani colti, e soprattutto il canto della signora Taddei caro ci renderono e memorabile quel giorno sacro all'Amistà e ad Apollo Eliconéo. Gli scioperati malevoli, peraltro, accusar vollero di follia in nostri innocenti piaceri, come se ignorassero che:

"Tal è pazzo in cortil, tale in finestra,"
"Pazzo è chi s'impantana in via maestra".

Sciagurati! essi non hanno mai gustato l'amore dell'arti belle, quest'insania dolcissima, accordata dal cielo all'afflitto mortale. Ma per non eccedere i termini di un'epistola:

"Serberò a maggior ozio di provarmi
“Ch'ogni laude di lei sta da me espressa,
“Non perchè io creda bisognar miei carmi
“A chi se ne fa copia da se stessa,
“Ma sol per satisfare a questo mio
“Ch'ho d'onorarla e di lodar desío. Ariosto c. 27

State sano

Il vostro

Avv. Carlo Tedaldi Jores

* La soprabbondanza delle materie ci ha impedito d’inserire a suo tempo questa lettura. (Lo Spett.)

Notes:

 

Collected by:
FB